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L’edizione di Gente n°51 del 21 dicembre 1984, riconosciuta da Valeria Vecchione come la rivista da cui l’autore ha prelevato i ritagli utilizzati nella composizione della lettera, costituisce la fonte materiale dell’intero montaggio tipografico attribuito al Mostro di Firenze e indirizzato alla magistrata Silvia Della Monica.

Questa sezione introduce un’esplorazione che collega il caso del Mostro di Firenze a un elemento noto ma dal significato ancora oscuro: il quadro trovato nella casa di Pietro Pacciani.

Presentato come prova per delineare il profilo psicologico disturbato di Pacciani, Sogno di Fatascienza si rivelò opera di un artista cileno, smentendo le analisi su cui si fondava l’accusa.

Il quadro suggerisce una natura duale dell’entità “mostro”, alludendo a un’azione coordinata tra due individui, ciascuno con un ruolo complementare.

È nell’interazione tra disegno e colore che l’immagine svela la propria logica, rivelando connessioni e scelte formali che orientano il senso complessivo del dipinto.